La Chiesa

Le vicende tradizionali e storiche della chiesa sono riassunte in una epigrafe collocata nel vano che immette alla sacrestia:

La chiesa di S.Agata in Trastevere, consacrata nel 727 da papa Gregorio II nella sua casa natale, accresciuta di un insigne monastero di monaci, e di donazioni, nel volgere degli anni adibita a parrocchia, concessa 1575 da Gregorio XIII alla Congregazione della Dottrina Cristiana di Roma senza più titolo parrocchiale, ormai distrutta e insufficiente, fu dalla medesima congregazione ricostruita nel 1710. La Congregazione di Avignone che dal Pontefice l’ebbe in eredità nel 1746, pose a perpetua memoria nel 1820. Fu restaurata da Pio VII nel 1816 e per cura del vicegerente Angelo Maria Frattini, arcivescovo di Filippi.

Papa Gregorio XIII, con bolla dell’11 agosto 1575, soppresse la parrocchia secolare e concesse la chiesa agli “Operai della compagnia della dottrina cristiana”. Sull’origine di questa Società non tutti gli autori sono d’accordo. Il Pastor la dice fondata nel 1560 dal gentiluomo milanese Marco de Sadis Cusani, e la maggior parte degli autori lo seguono; mentre mons. Pascucci pone piuttosto in risalto l’opera del padre Enrico Petra, uno dei primi compagni di San Filippo Neri, a San Girolamo della Carità e con alcuni zelanti sacerdoti e laici, durante il pontificato di Pio IV (1559-1565) cominciò ad insegnare il catechismo non solo privatamente nei giorni feriali, ma anche in quelli festivi a sant’Apollinare e in altre chiese “ponendo così il preme seme del sodalizio e della scuola della dottrina cristiana”. In realtà le iniziative non dovettero essere una sola e tutte rientravano nello spirito del Concilio di Trento, che tanta attenzione aveva posto alla diffusione della conoscenza della Fede. Basta riflettere che alla compilazione dei testi d’insegnamento fu preposto il cardinale Roberto Bellarmino. Ma è interessante vedere come tutte le classi sociali fossero rappresentate in questa nobile iniziativa della compagnia: tra gli uomini il dottore in legge è unito al bicchieraio di Campo dei Fiori; tra le donne l’ambasciatrice di Bologna ha per collega una oliara o una tessitrice. Alcuni di questi volenterosi, desiderosi di condurre vita in comune, si allogarono in una casa presso ponte Sisto con padre Pestra quale preposto generale. Più tardi, nel 1586, anche il Cusani prese gli ordini religiosi. Cominciò Pio V, con il breve “Ex debito pastoralis offici” del 6 ottobre 1567 a concedere indulgenze. Papa Gregorio XIII con la citata bolla dell’11 agosto 1575 concesse alla Società la chiesa di sant’Agata in Trastevere dove andarono a stabilirsi i fratelli che facevano vita in comune, prendendo il nome di “Agatisti”, pur continuando a far parte della Compagnia che rimase a carattere secolare: “Societas Doctrinae christianae confratrum saecularium de Urbe”. Nel 1600, Clemente VIII, concesse alla chiesa di san Martino in Panarella nel rione Regola, tanto piccola da essere chiamata san Martinello.Le diede anche un protettore nella persona del cardinale Alessandro de’ Medici, che divenne poi pontefice col nome di Leone XI. Si ebbe la protettoria del cardinale Camillo Borghese eletto papa con il nome di Paolo V. Questo pontefice con breve “Ex credito Nobis” del 6 ottobre 1607, pose la Compagnia, con le due citate chiese, sotto la protezione della Santa Sede e la eresse in Arciconfraternita nella basilica di San Pietro assegnandole come protettore il cardinale vicario pro-tempore e consentendo aggregazioni. Lo stesso pontefice approvò nel 1611 le regole della Compagnia che furono confermate nel 1677 da Innocenzo XI. Così sviluppatasi la Compagnia poté iniziare una grande opera di restauro e di miglioramento della chiesa di sant’Agata, i padri principiarono i lavori nel 1671 grazie ad una eredità pervenuta da Alessandro Luciani; ma questa si dimostrò subito inferiore alle necessità e le opere furono sospese per essere riprese nel 1710 e terminate nel 1711, sotto la direzione dell’architetto Giacomo Onorato Recalcati che ebbe come esecutore il capomastro Domenico Guidi omonimo del noto scultore. Il Guidi, forse perché contribuì in qualche modo al peso della spesa, ebbe sepoltura (+1728) nel centro della chiesa come si rileva dalla grande lapide collocata sul pavimento tra le due terze cappelle. Papa Clemente XII, con bolla “Attendes universo gregi” dell’11 marzo 1733, affidò alla Compagnia anche la piccola chiesa di san Pantaleone ai Monti: S. Pantaleonis trium clibanorum, o, trium fornorum, nei pressi dell’attuale Via Cavour dove comincia la salita di s. Pietro in Vincoli. Ma lo sforzo della Compagnia fu superiore ai suoi mezzi, perciò papa Benedetto XIV, con bolla “Salutaris doctrinae fontes”, del 9 marzo 1746, riservandosi di disporre delle chiese di San Martino e di San Pantaleone già citate, soppresse l’Arciconfraternita di Santa Maria del Pianto concedendo detta chiesa e annesso oratorio, con tutte le rendite, alla Società della dottrina cristiana. Con successiva costituzione del 18 dicembre 1747 unì i padri di S. Agata in Trastevere, gli “Agatisti”, alla Congregazione della dottrina cristiana fondata nel 1592 ad Avignone da Cesare de Bus. Di ciò è conferma nella lapide posta nell’anno successivo sulla facciata della nostra chiesa, proprio sulla porta.

A Benedetto XIV, poichè con grande munificenza arricchì la provincia romana della Congregazione Avignonese della Dottrina Cristiana di chiesa e di collegi, avendovi unito un’altra consimile congregazione, la medesima Provincia, memore di tanto benefizio pose l’anno 1748.

Gli Agatisti, oramai inseriti nella congregazione avignonese, eseguirono altri restauri alla chiesa, per ordine di papa Pio VII, sotto la sorveglianza del vicegerente di Roma Candido Maria Frattini che riconsacrò il tempio il 3 maggio 1821, come testimonia la lapide nel vano che immette alla sacrestia.

Questa paterna casa dei Savelli, tramutata da Gregorio II nella chiesa di S. Agata, consacrò con solenne rito il 3 maggio 1821, l’ill.mo e re.mo Candido Maria Frattini, arcivescovo di Filippi e Vicegerente di Roma, ottimo benefattore…

La congregazione avignonese, e quindi gli agatisti, restò nella nostra chiesa fino al 1908.
Con strumento 11 agosto 1909 (dopo che papa pio x con l’enciclica “acerbo nimis” dispose che la congregazione della dottrina cristiana fosse eretta canonicamente in ogni parrocchia) subentrava in Sant’Agata in Trastevere l’Arciconfraternita del SS. Sacramento e di Maria SS. del Carmine. ciò è ricordato in una lapide collocata nel vano che immette alla sacrestia.

“Questo tempio di S. Agata in Trastevere già affidato alla Congregazione della Dottrina Cristiana, da San PioX, nell’anno 1911, venne concesso all’Arciconfraternita chiamata dell’Altare dell SS. Sacramento e di Maria del Carmine con l’incombenza di incrementare il culto della Vergine che già era notevole tra gli abitanti del quartiere. D. Ermanno Bonazzi, primicerio – Pio Manzia, Governatore – Giovanni Morsani, Pro governatore – Galileo becheroni, Camerlengo – Adriano Colasanti, Alessandro Caprotti, + Domenico Frisani, Valentino Spinaci, Antero Gabrielli Custodi, questa lapide posero nell’anno 1955”.