L'uso di portare in processione per le vie di Trastevere, la statua della Vergine è molto antica, probabilmente con la nascita dell'Arciconfraternita, nel 1543. Per l'ottavario del Carmine si formava la processione: la statua lignea era collegata su una "macchina" e accompagnata per le vie del rione dai Confratelli del Carmine, dai Padri Carmelitani e dai Confratelli d'altri due sodalizi trasteverini i Vascellari e i Pescivendoli, dal Clero e dai fedeli. La processione aveva inizio e fine nella chiesa di S. Crisogono, dove l'immagine veniva collocata al centro della chiesa e qui restava esposta fino il giorno seguente la festività di S. Anna, per essere poi ricollocata nell'oratorio dell'Arciconfraternita. In seguito, per dare una migliore custodia alla statua e una maggiore venerazione a Maria Santissima, fu deciso dall'Arciconfraternita di affidarla, unitamente ai vestiti e alle gioie, alle monache di S. Apollonia. I vestiti e gli ornamenti oggi sono custoditi dalla Confraternita. I vestiti e gli ornamenti della Vergine, patrimonio ricostituitosi negli anni recenti grazie alle varie donazioni di fedeli, richiamano solamente in parte quello che fu un vero tesoro prezioso ed artistico. Nei secoli passati veniva vestita, usando una lamina d'argento sbalzata in oro e adornata con preziosi gioielli e quindi posta su di una pregevole "macchina processionale" costruita da Domenico Gregorini; l'attuale "macchina" risale agli anni venti ed è opera dell'arch. Morigi e finemente decorata dal M.tro Pio Romani. Mentre la processione è antichissima la festa " de' Noantri" è relativamente recente: la prima volta fu organizzata nel 1927. I trasteverini chiamano confidenzialmente la Santissima Vergine del Carmine anche, "Madonna Fiumarola" il nome deriva da una pia leggenda: nel 1505 alcuni marinai trovarono in una cassa galleggiante a largo della foce del Tevere, una statua di legno raffigurante la Vergine che riportarono processionalmente, via fiume, fino alla chiesa di S. Crisogono. L'attuale statua è opera di due membri della Confraternita, i fratelli Fascina abili intagliatori; essi s'ispirarono alle sembianze della Vergine riprodotte sullo Stendardo confraternale. La processione veniva anche detta dei "boccaletti" nomignolo che ha origine dalla partecipazione della Compagnia dei Vascellari ovvero fabbricanti di recipienti in coccio. La presenza dei bersaglieri ricorda quando questi, ospiti nella caserma vicino S. Francesco a Ripa, rendevano gli onori militari al passaggio del simulacro della Madonna. Fin dai primi giorni di luglio, i confratelli sono impegnati fattivamente nelle preparazioni delle processioni: dalla pulitura degli "stendardi", alla lucidatura dei "tronchi", nella revisione della "macchina processionale" e della Statua della Vergine e quant'altro occorre per la migliore riuscita dei festeggiamenti; in quei giorni il rione di Trastevere si veste a festa adornando finestre e balconi con drappi e al passaggio della Sacra Statua lanciando petali di fiori. Da alcuni anni la processione, oltre ad avere un più lungo percorso ha di nuovo un solenne rientro in S. Agata, con la processione del lunedì mattina, momento molto sentito dai trasteverini. Ecco come una vecchia cronaca del "Corriere" datata 26 luglio 1927 descriveva la solenne manifestazione: "Sollevata a braccia dai portatori che indossano un semplice sacco, la statua della Vergine, vestita con abiti preziosi è recata in processione nell'artistica macchina le cui dorature e gli angeli osannati splendono nel sole. Alle 17,30, il corteo incomincia puntualmente a muoversi e un'ovazione interminabile e fragorosa della folla accalcata nella piazza la saluta insieme al suono reiterato delle campane. Intorno alla macchina fanno quadrato carabinieri e metropolitani in alta uniforme, ai suoi fianchi si allineano le bandiere delle associazioni cattoliche: mons. Aurcus, Ass. di Prev. S. Dorotea, Giovane Trastevere Uomini Catt. di S. M. in Trastevere, Ritiri Operai, Fede e Lavoro, Uomini Catt. di S. Francesco a Ripa, Op. Catt. Tiberina, S. Michele dei Santi, S. Carlo a' Catinari, S. Cuore di Gesù in Trastevere e una folla di fedeli che segue. In essa, tra le varie notabilità, riusciamo a notare mons. Marmaggi, mons. Respighi, l'on. Martire, il prof. comm. Borromeo in rappresentanza del dott. Cingolani, il presidente del circolo S. Pietro, il comm. Pericoli, il dott. Michetti, il cav. Todaro, il cav. Serafini. Il lunghissimo corteo al cui ordinato svolgimento presiede con vigile solerzia il Camerlengo del Carmine cav. Carmelo Morsani efficacemente coadiuvato dai confratelli, muove per il tratto superiore della Lungaretta, sul cui sfondo sovrasta il verde declivio gianicolense. Dalle finestre addobbate scendono fiori e invocazioni verso la Sacra Immagine; a ogni tratto da una casa all'altra ai canti sacri della folla che segue la Madonna fa eco il grido unanime: "Viva Maria!". Il campaniletto romanico di Santa Rufina suona a distesa; alle finestre del monastero pendono drappi bianchi e azzurri e festoni di verdura cui fa riscontro gli addobbi purpurei delle suore dalle campane di S. Apollonia, quindi l'echeggiare festoso del campanile di S. Maria in Trastevere. Nella bella piazza della Cattedrale trasteverina spiccano i magnifici addobbi del convento Benedettino e la processione si snoda maestosamente. lungo la Via di S. Francesco, alle campane di S. Callisto rispondono quelle dei SS. Quaranta; dalle finestre dai balconi continua il getto dei fiori, raddoppiano le acclamazioni. E' un trionfo regale e la commozione è visibilissima sul volto delle popolane e degli operai. Arrampicati su un'inferriata due monelli lanciano alla Madonna che passa, baci senza fine e si segnano devotamente. Le mamme protendono verso la Vergine Santa i teneri figlioletti. In Piazza S. Francesco la macchina si ferma dinanzi alla caserma Lamarmora: una tromba squilla l'attenti e il picchetto dei bersaglieri presenta le armi, mentre echeggiano le note della Marcia Reale. Manifestazione commoventissima di pietà e di fervore si ripete ad ogni passo; dinanzi alla casa dei Concettini in Via della Luce; a Piazza Mastai dove le operaie della Manifattura hanno atteso il passaggio della Sacra Immagine, dinanzi a casa Buttarelli, tra le case umili delle estremità di Via della Lungaretta, sulla Piazzetta del Drago, dove dall'abitazione del comandante Ildebrando Appetiti che qualche anno fa fece alla Madonna del Carmine dono delle proprie decorazioni di guerra, scende sulla macchina una nuvola bianca e profumata di margherite. Quando la testa del corteo è a S. Crisogono la fine è ancora a S. Francesco. Appressandosi alla Basilica di S. Crisogono, la folla che segue la Madonna intona a gran voce le litanie e quando l'immagine rientrando sul Viale del Re giunge dinanzi alla Basilica di S. Crisogono, un volo di colombi viaggiatori si leva nel cielo tra le prime penombre crepuscolari. La folla strabocchevole prorompe in acclamazioni deliranti e tra il commosso omaggio del suo popolo generoso e devoto, la Madonna dei trasteverini entra nel tempio sontuosamente parato e sfarzosamente illuminato. così a termine la manifestazione imponente nella quale Tastevere ogni anno ritrova sé stesso, nessun incidente ne ha turbato il magnifico svolgimento. Un ottimo servizio d'ordine era diretto dal Commissario di Trastevere cav. Primavera coadiuvato dal delegato cav. Accinni. Il Camerlengo cav. Morsani, che dopo averla restaurata da vari lustri, dirige instancabilmente le sorti di questa superba tradizione romana, attendendo indefessamente, ad accrescere lo splendore, può anche questa volta essere soddisfatto della sua nobile fatica."

PROCESSIONE FIUMAROLA

Da alcuni anni, seguendo il cammino storico dell'Arciconfraternita viene rievocata la "Processione Fiumarola" a testimonianza del ritrovamento della Statua Sacra, questo grazie all'interessamento del Governatore della Confraternita, Giampiero Romani. L'evento viene riproposto a chiusura dell'ottavario. La domenica mattina il Simulacro della Madonna, viene portato dai Confratelli, all'imbarcadero di Ponte Castel Sant'Angelo, e imbarcato su un natante, onore che nel 2003 è stato ad appannaggio dei Vigili del Fuoco di Roma, mentre nel 2004 l'onore è toccato all'Arma dei Carabinieri. Alla presenza delle massime Autorità Religiose e Civili e da una moltitudine di fedeli, si naviga il Tevere fino a Ponte Garibaldi, dove la Statua, sorretta dai Confratelli, prosegue la processione verso la Basilica di S.Maria in Trastevere, ove si conclude il pellegrinaggio Mariano con una veglia di preghiere.
Foto Processioni